Benigni era per il NO, ma Johnny Stecchino voterà SI

BenigniDopo Napolitano, Mattarella e altri personaggi ritenuti illustri dai media mainstream, un altro elemento di spicco del nostro Bel Paese si è mosso per strappare qualche SI al referendum di ottobre.

Stavolta ci ha messo la faccia colui che in passato aveva difeso, più di tutti, la Costituzione e che, in un primo momento, era contrario alla riforma: proprio lui Roberto Benigni.

Nell’anteprima di “la più bella del mondo”, Benigni ha affermato che la Costituzione si può cambiare a patto che venga cambiata bene.

Cambiata bene? Ma Roberto ha letto il ddl prima di parlare, oppure pensa di avere davanti un popolo di ignoranti?

Secondo Benigni, che, ora come in passato, ha definito la Costituzione un paradiso, una sua modifica sarebbe importante perché un paradiso dal quale non si può uscire diventerebbe un inferno.

A mio parere, il vero inferno si materializzerebbe solo con una vittoria del SI a ottobre.

Con le modifiche costituzionali ci ritroveremo un Governo forte proprio in uno dei periodi più bui della storia d’Italia: un periodo in cui le linee guida da seguire sono dettate dall’Europa che ci ha negato già in parte la sovranità nazionale.

C’è da sottolineare, poi, che nel nostro Paese è già molto più facile di altri applicare leggi volute da altri (l’approvazione del Jobs Act nel silenzio generale è stata la dimostrazione plateale di questo) e la riforma non farebbe altro che facilitare, ancor più, l’introduzione di leggi ultraliberiste imposte dall’Europa, attraverso un Governo compiacente come quello di Renzi (che con la Costituzione mutata in tal modo avrebbe un potere enorme).

E Benigni si permette di dire che abbiamo un’opportunità straordinaria per cambiare: quella di ottobre sarà si un’occasione, ma solo per l’Europa che potrà giostrarci ancora meglio, non certo per noi!

Le dichiarazioni di Benigni hanno stupito molti suoi fans, ma io non mi sono sorpreso più di tanto. E evidente che l’aria da finto comunista che lo accompagna da tempo serve solo a dargli consensi tra la gente e stavolta si è rivelato per quello che è: l’ennesimo servo dello Stato e dei poteri forti.

I più attenti, però, se n’erano accorti già da un po’. Nel film “la vita è bella” (ritenuto dalla critica uno dei migliori film italiani e premiato con tre Oscar) un particolare non andò giù a molti e qualcuno lo accusò, addirittura, di revisionismo storico. Infatti, nell’ultima scena del film, si può notare il carro armato americano con tanto di bandiera a stelle e strisce che si appresta a portare in salvo gli ebrei quando, in realtà, fu l’Armata Rossa a liberare la quasi totalità di campi di concentramento, tra cui quello di Auschwitz (dove si presume sia ambientato il film). Lui, all’epoca, si difese affermando che non si trattava di Auschwitz, ma solo di uno dei tanti campi di concentramento e questo particolare era irrilevante. Ma non pochi sono rimasti dell’idea che quella scena fosse uno stratagemma per compiacere il pubblico statunitense e lanciarsi alla conquista dell’Oscar.

E’ chiaro, quindi, che personaggi come Benigni appartengono alla casta e non hanno alcun interesse a garantire i diritti dei più deboli. Sono solo personaggi mediatici che il sistema usa per fare propaganda. Gli italiani dovrebbero smetterla di prendere esempio da essi in quanto costoro stanno contribuendo allo sfracello politico del nostro Paese.

Ritornando, ora, alla Riforma Costituzionale, io spero che i miei connazionali non si facciano incantare né da Benigni, né tantomeno da altri burattini mossi da interessi economici e, aldilà della fede politica, vadano a votare NO unicamente per preservare la Costituzione in un momento già alquanto difficile per il nostro Paese.

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