Il nuovo imperialismo

Imperialismo Nordamericano3Con la fine del nomadismo l’uomo ha cominciato a costruire i primi insediamenti stabili, andando a formare, gradualmente le prime civiltà. Per civiltà si intende il complesso degli aspetti culturali e sociali e politici di una popolazione in un dato momento storico.[1] La loro nascita ha costituito un passo fondamentale nell’evoluzione umana perché ha portato, pian piano, al progresso scientifico, culturale e sociale. Tuttavia, con la comparsa dei primi gruppi umani organizzati gerarchicamente, sono iniziati anche gli scontri tra i popoli. Le guerre sono state una costante nella storia dell’uomo. Inizialmente le guerre tra i gruppi sociali avvenivano principalmente con l’obiettivo di occupare nuove terre o per reclutare nuovi schiavi; in molti casi lo scopo era economico o difensivo. I continui conflitti hanno portato alla nascita di nuovi popoli e alla distruzione di altri: quelli più forti e organizzati hanno sottomesso i più deboli, distruggendoli e schiavizzandoli. Talvolta gli scontri hanno prodotto una vera e propria fusione tra popoli: l’Europa come la conosciamo oggi è nata dall’unione di diverse popolazioni che hanno fuso i loro usi e costumi formando nuove società.

Ma ripercorriamo, velocemente, la storia per comprendere come le guerre abbiano contributo a forgiare la civiltà moderna, eliminando, via via, i più deboli.

I primi insediamenti umani stabili si formarono in Mesopotamia e nell’Antico Egitto: in queste terre si susseguirono grandi civiltà per millenni.

Successivamente il centro di potere si spostò in Europa: i Greci e, soprattutto, i Romani attuarono un vero e proprio dominio del Mediterraneo e molte delle civiltà che prima dominavano la scena furono sottomesse alla loro potenza.

Contemporaneamente nel resto del globo le civiltà meglio organizzate creavano grossi imperi (alcuni esempi: Impero Cinese in Asia, Imperi Maya, Inca, Azteca in America).

Con la caduta dell’Impero Romano, l’Europa precipitò nel Medioevo.

L’Europa è stata, per lunghi anni, una comunità molto instabile dove ogni Stato cercava, continuamente, di allargare i propri confini spesso formando imperi che raggruppavano più gruppi etnici.

Non dissimile era la situazione altrove.

Con la scoperta delle Americhe e dell’Australia avvenne un vero e proprio scontro tra civiltà in cui quella europea, nettamente più sviluppata militarmente, prevalse sulle altre. Lo scontro si concluse con lo sterminio di coloro che occupavano quelle terre da millenni: la loro colpa era di essere “inferiori” dal punto di vista militare.

Tra l’Ottocento e il Novecento, poi, le ambizioni espansionistiche dei Paesi Occidentali interessarono il Continente Africano e parte dell’Asia. Lo scopo della colonizzazione era impadronirsi delle risorse naturali e materiali delle terre occupate e causò un impoverimento delle colonie che le fece precipitare in una situazione di povertà da cui stentano, tuttora, ad uscire. Le popolazioni di queste terre furono schiavizzate e martoriate dai popoli invasori: anche in questo caso la loro unica colpa era di non avere i mezzi per difendersi.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, in occasione del Trattato di Versailles, enunciò il principio di autodeterminazione dei popoli in base al quale vi era l’obbligo di consentire a un popolo sottoposto a dominazione straniera di determinare il proprio destino. Questi trattati inizialmente furono applicati solo per creare Stati Sovrani al posto dei grandi Imperi Centrali (sfasciatesi a seguito della guerra); ma dopo la Seconda Guerra mondiale il trattato si sviluppò compiutamente.[2]

Tutto sembrava così bello: millenni di oppressione di un popolo su un altro cancellati con un semplice trattato; adesso nessuna Nazione poteva più sottometterne un’altra!

Ma in realtà questo è vero solo all’apparenza perché il predominio di un popolo sull’altro è ancora attuale, anche se ha cambiato totalmente forma.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si vennero a creare due blocchi: quello Sovietico e quello Statunitense e le politiche degli Stati erano fortemente condizionate dall’uno o dall’altro. Gli Stati Uniti hanno utilizzato ogni mezzo per sconfiggere il rivale diventando così l’unica potenza in grado di controllare le sorti del mondo.

Attualmente gli USA con la loro politica incentrata sulla mercificazione di ogni aspetto sociale stanno “conquistando” il globo imponendo a tutti il loro stile di vita e sradicando l’identità di ogni popolo.

Oggi non abbiamo un mondo formato da tanti Stati Sovrani (quello che il principio di autodeterminazione dei popoli si imponeva di realizzare), ma un mondo formato da Stati solo apparentemente liberi, dato che sono sotto l’influenza americana e vanno a formare quello che il CHE definiva l’Impero Nordamericano.

Quest’Impero è in continua espansione e, per farlo, annienterà qualsiasi nemico che si opponga alla sua sete di “conquista”.

Non è anche questo predominio di una civiltà sulle altre?

 

Fonti:

  1. [“Civiltà”. (2016, febbraio 21).  Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 10:30, marzo 31, 2016 from https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0]
  2. [“Autodeterminazione dei popoli”. (2016, marzo 30). Wikipedia, L’enciclopedia libera.Tratto il 11:00, marzo 31, 2016 from https://it.wikipedia.org/wiki/Autodeterminazione_dei_popoli]

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