Il Governo fantoccio di Renzi

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Come avranno fatto quel 40% di Italiani a dare piena fiducia a Renzi e al PD?

Eppure era chiaro fin dall’inizio che questo soggetto politico avrebbe terminato l’opera (iniziata anni prima) di svendita del nostro Paese all’Europa e alle multinazionali.

Il PD rappresenta la continuazione politica della vecchia DC. All’epoca la Democrazia Cristiana ebbe il consenso degli americani perché incarnava un soggetto politico moderato che da un lato avrebbe tenuto i comunisti lontano dal potere, dall’altro avrebbe evitato l’affermazione di partiti ultranazionalisti: era, dunque, il partito più console a preservare il controllo americano sull’Italia.

Oggi i tempi sono cambiati: il mostro comunista è stato sconfitto e il capitalismo avanza incontrastato. L’Imperialismo americano, appoggiato dalle multinazionali, ha invaso buona parte del pianeta grazie anche agli organismi sovranazionali che permettono un maggiore controllo degli Stati.

L’Unione Europea rappresenta l’incarnazione del capitalismo più estremo dove tutti i suoi membri sono diventati gioco delle multinazionali e delle banche.

Affinché tutto questo continui, però, è necessario che gli Stati non si oppongano a tale politica: il PD è nato proprio a questo scopo.

Il PD, all’atto della fondazione, raccolse esponenti di sinistra, di centro e anche della destra moderata; fu più volte sottolineato che la sua nascita era necessaria per il bene del Paese e ben presto riuscì ad assicurarsi ampi consensi grazie all’appoggio dell’Europa, ma anche alla fine del Berlusconismo.

Quando l’Europa ce lo ha piazzato al potere i consensi del partito sono aumentati ancora di più forse perché una buona fetta degli Italiani si è convinta che questa fosse l’unica soluzione al vuoto lasciato da Berlusconi o, molto più probabilmente, perché a noi italiani ci sta bene tutto: protestare sarebbe troppo faticoso!

Poi arrivò il mitico Matteo che con i suoi 100 punti già fece ben capire la piega che avrebbe preso la politica del Paese. Lui, figlio di papà, il solito politico che non ha mai lavorato, non tardò a farsi paladino della precarietà e, in men che non si dica, salì sul podio.

Il gioco di Renzi (come dei suoi predecessori) è stato chiaro fin dall’inizio: a decidere sono l’Europa, le banche e le multinazionali anche se lui non vuole proprio ammetterlo continuando a sottolineare, in ogni intervista, che l’Italia non è schiava dell’Europa.

Strategie ben pianificate come gli 80 € in busta paga gli hanno fatto una buona pubblicità, nascondendo il marcio della sua politica ai più; ma, col passare del tempo (e delle riforme), molti hanno cominciato a dubitare di lui.

Con l’inchiesta Tempa Rossa, poi, anche i renziani più convinti hanno potuto constatare che la corruzione all’interno del partito è dilagante ma, nonostante questo, una buona parte degli italiani continua a sostenerlo.

Nel frattempo l’Europa si muove dietro di lui e quando non potrà più usarlo lo sostituirà con un altro schiavetto.

Povera Italia: guidata da un Governo che non esiste e vittima di un’Europa corrotta in cui gli interessi economici sono il pilastro fondamentale!

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